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La separazione vista con gli occhi di un bambino

Non sempre il punto di vista del bambino coincide con quello dei genitori

Nel lavoro clinico psicologico emerge che quando i bambini sono messi in condizione di poter esprimere la propria opinione e intervenire attivamente nelle vicende che li coinvolgono, HANNO MENO PAURA DEL PROPRIO MONDO INTERNO e degli eventi eccezionali che possono trovarsi a dover affrontare. E’ possibile scoprire i contenuti dei loro pensieri, i loro vissuti emotivi e la percezione che hanno degli adulti che si occupano di loro.

Il video-documento, tratto dalla trasmissione della RSI LA1 svizzera, mostra il punto di vista di un bambino che si trova nella condizione di prendersi cura dei propri genitori, in particolare della madre, dopo una separazione.

Il dolore li trasforma rendendoli simili a delle “bestie”.

Il genitore “bestia” si trova in uno stato di sofferenza psicologica tale da venire deformato dal proprio dolore: non riesce più ad occuparsi dei bisogni del proprio bambino e tutta l’energia vitale viene catturata da sentimenti abbandonici, rancorosi, di fallimento e perdita di senso nei progetti di vita e nell’identità di sé

La condizione di sofferenza psicologica del genitore, che riduce la capacità di prendersi cura del figlio, è in questo caso causata dalla separazione, ma può essere prodotta da altre situazioni di vita: la conflittualità con le famiglie d’origine, la disoccupazione, problemi economici o lavorativi, la diagnosi di una malattia, possono gettare l’adulto nello sconforto e causare lo sviluppo di un disturbo depressivo.

Quando un genitore vive uno stato di arresto delle sue funzioni adulte e in famiglia circola un senso di malessere generalizzato, ecco che i bambini presenti in quel contesto attivano un sistema di protezione verso i suoi genitori chiamato “accudimento invertito” o di “parentificazione” :

I RUOLI DEL GENITORE E FIGLIO SI INVERTONO ED E’ IL GENITORE CHE RICEVERA’ CURE E PROTEZIONE DAL FIGLIO.

Il bambino impara a rinunciare alla soddisfazione dei suoi bisogni per occuparsi di quelli del genitore, diventando premuroso, responsabile e accudente.

Questi bambini sono facilmente riconoscibili perché si comportano come degli “ometti” o delle “donnine”, imparano a non chiedere o a cavarsela da soli e sviluppano un senso di utilità e autostima sempre a partire dai bisogni degli altri, a scapito dei propri.

Se l’accudimento invertito si esaurisce in un tempo definito, per il bambino ci sarà l’occasione di tornare a funzionare secondo la sua età cronologica, perdendo la sua connotazione iper-adultizzata. Il bambino del video favorisce e accoglie l’”umanizzazione” della madre con piacere e senza opporre resistenza al suo poter tornare bambino.

Se invece l’accudimento del bambino verso il genitore si prolunga per diversi anni, questo funzionamento relazionale distorto rischia di cronicizzarsi. I processi di sviluppo del bambino si arrestano a scapito dello sviluppo della sua personalità e del processo di individuazione-separazione. Può accadere allora che il bambino cominci a denunciare questa situazione di malessere e di “crescita bloccata” sviluppando un sintomo che sarà tanto più forte e violento quanto più non troverà orecchie per essere ascoltato, comprese le sue.

Leggi anche l’articolo di Rossana Piron Genitori “Bestia”- La separazione vista con gli occhi un bambino pubblicato in State of Mind – Il giornale delle scienze psicologiche

Comments

  1. wrote on settembre 29th, 2015 at 2:07 pm

    rossana

    Cara collega, mi dispiace doverti far notare che intere frasi di questo articolo sono tratte dall’articolo originale, visibile sulla rivista state of mind.

    • wrote on ottobre 30th, 2015 at 4:00 pm

      Lucia Canestrari

      Cara collega, grazie per la segnalazione. L’intenzione era mettere risalto un tema a me caro, non sicuramente quello di plagiare il tuo lavoro. Per correttezza ho segnalato con un collegamento link il tuo articolo in fondo al mio post. Saluti

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