Psicoterapia individuale

I sentimenti hanno bisogno del loro tempo per ritrovare la pace: forzare i tempi non è sano, la psiche si ribellerebbe – Gabriella Guidi

Ci sono momenti della vita in cui perdiamo il senso delle nostre scelte, affettive o professionali, dove l’istinto e l’energia che ci guidava sembra aver perso la sua forza, dove domina un senso di confusione e disorientamento. A volte può succedere di riuscire a identificare la causa di tanto malessere e di attivarci in cerca di una sua risoluzione. Altre volte nulla di apparentemente grave sembra essere successo, eppure…stiamo male.

Il fallimento di un progetto affettivo, di un’identità lavorativa, di un orientamento affettivo-sessuale, di una gravidanza, la perdita di una persona significativa, oppure il niente… semplicemente non ci riconosciamo più, come un interruttore qualcosa si è spento dentro di noi, ed anche le persone a noi vicine non sanno più come aiutarci.

E’ qui probabilmente che nasce quel senso di solitudine e di incomprensione che accompagna ogni esperienza di sofferenza personale: ciascuno di noi sente che la sua sofferenza non è come quella di un altro. È un dolore dell’anima che, sfuggendo alla misurazione, non consente il confronto. Nella nostra mente si formano allora pensieri nuovi, mai avuti, che ci allontanano dagli altri e condizionano le nostre scelte, fino a ingabbiarci in un vicolo cieco da cui non vediamo vie d’uscita.

Altre volte è il dolore di una parte del corpo a parlare al posto nostro. E tutto sembra assumere la dimensione di un problema esclusivamente organico, che ci consola, o ci condanna, a cercare il miglior medico e la migliore terapia farmacologica capace di curare magicamente la nostra sofferenza.

L’esperienza del dolore invade spesso a priori il corpo per poi giungere nell’animo con un carico d’ansia e d’angoscia. Terrorizzati dagli ormai diffusi sintomi degli attacchi di panico e dei disturbi depressivi, ci convinciamo di poter ridurre il dolore dell’anima ad un’alterazione o ad un squilibrio dei neurotrasmettitori, trascurando tutto il significato che questi segni incomprensibili e potenti portano con sé.

Prima di cercare la soluzione ad una situazione che procura confusione e sofferenza, va cercato il suo significato. Ciò che cura veramente è la consapevolezza di ciò che ci sta accadendo: la consapevolezza restituisce la libertà e la responsabilità di poter scegliere, di vedere e costruire le alternative, di rientrare in contatto con se stessi e con gli altri.

Nel momento in cui possiamo restituire la parola alla sofferenza, lentamente il sintomo perde la sua funzione per esprimere il dolore.

La terapia individuale si propone essere un viaggio alla scoperta di se stessi, volto ad attivare un atteggiamento di ascolto del proprio mondo interiore e del desiderio che lo anima. E’ imparare a farsi delle domande senza spaventarsi nella ricerca di possibili risposte.

Gli incontri di una terapia individuale prevedono in genere una frequenza settimanale. La sua durata è vincolata alla motivazione e alle risorse della persona richiedente.

L’opera d’arte è già dentro di noi. C’è già tutta: noi non dobbiamo far altro che procurarci gli strumenti per liberarla – Fabio Volo – Un posto nel mondo