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AAA cercasi una pausa dal mestiere di mamma

Tempo fa venni contattata da una giornalista di una rivista on line per mamme. Mi chiese di aiutarla a scrivere un articolo che contenesse delle istruzioni utili alle mamme per vivere serenamente un momento di pausa dal loro bambino.

Dai nostri appuntamenti telefonici ne uscì un articolo fresco e funzionale allo scopo che vorrei riproporre nella mia pagina web. Buona lettura!


Il primo appuntamento da sola con le amiche?
Il papà se la caverà!

5 cose da sapere per vivere serenamente le prime uscite senza il piccolo


Quattro chiacchiere con le amiche davanti a un aperitivo, un salto in palestra per allenare il fisico e svuotare la mente, un giro alla mostra fotografica del momento o, banalmente, un’ora d’aria per far la spesa tranquilla o andare dal parrucchiere. Sono tutte cose semplici che negli ultimi mesi non hai potuto fare, perché non sei mai stata sola, fisicamente ma anche emotivamente: con te e nei tuoi pensieri c’era sempre e solo il tuo bimbo e quell’ansia di dover accudire a tutti i suoi bisogni, lottando forse anche tra le faccende di casa e gli impegni del lavoro. Ma quando il piccolo tanto piccolo non lo è più, l’allattamento è integrato dalle pappe e il rituale della buona notte non è più così complicato come all’inizio, è giusto ritrovare qualche momento libero da dedicare solo a se stesse. Ma a chi affidare il bimbo? Alle nonne o alle zie? No: al suo papà.Per una neomamma allontanarsi anche solo per qualche ora dal bambino non è facile per una serie di motivi, vuoi per il vissuto di una separazione traumatica che lei a sua volta ha avuto da piccola…

1) Non ti fidi del padre di tuo figlio? Ricorda che lui è la persona a cui di fronte al prete, al sindaco o semplicemente a una bottiglia di vino rosso hai promesso di voler formare una famiglia e crescere insieme figli che sarebbero arrivati. Anche se una mamma ha un istinto protettivo molto forte, non è solo compito suo crescere un bambino, è anche compito della società e il primo membro della società che ti è di fianco è il padre di tuo figlio.“La fiducia però non è un sentimento imprescindibile, è tutta da costruire, anche da parte di una donna”

2) I papà di oggi vogliono essere coinvolti. “Oggi i ruoli genitoriali si stanno avvicinando, anche i padri reclamano la loro posizione nei confronti dei figli e se la coppia diventa custode di questo pensiero la separazione mamma-figlio avviene più serenamente” prosegue la psicologa. “Non è vero che solo le donne hanno scritte nel DNA le capacità di cambiare i pannolini o addormentare i bimbi. Sono tutte capacità che ci vengono insegnate e che possono essere imparate anche dagli uomini, adulti e genitori al pari delle donne. Quanto prima permettiamo al nostro compagno di affiancarci nelle cure del bimbo, tanto prima si rinsalderà la nostra fiducia nei suoi confronti e ci sarà più facile allontanarsi da casa per qualche ora”. Molte mamme avvertono un senso di colpa nell’abbandonare il piccolo e nel regalarsi qualche ora di libertà

3) Un saluto prima al papà, poi al bimbo. “Al momento dell’uscita è bene tenere a bada l’agitazione e i sentimenti negativi” consiglia Lucia Canestrari. “Molte mamme avvertono un senso di colpa nell’abbandonare il piccolo e nel regalarsi qualche ora di libertà. È importante riconoscere questi sentimenti e comunicarli al compagno, e non al bambino come purtroppo molte donne fanno, affinché l’adulto si prenda cura delle sue emozioni e, senza colpevolizzarla dell’uscita, la rassicuri che tutto andrà per il meglio. Poi bisogna anche salutare il bimbo, con un piccolo rituale (un abbraccio particolare, un oggetto transazionale…) da ripetere nelle uscite future. Anche se piccolo, il bimbo capisce benissimo che la mamma si sta allontanando. Se protesta (e ha il diritto di farlo), la mamma dovrà comunque uscire e dovrà essere il papà a trovare la modalità giusta per consolarlo”.

4) Cellulare sì, ma con giudizio. Per le prime uscite senza il piccolo è ovviamente consigliabile non allontanarsi troppo da casa e, se il bimbo prende ancora la poppata serale, organizzarsi in base ai suoi orari o eventualmente con un tiralatte. Il tuo telefonino sarà ovviamente nella tua tasca, ma rigorosamente in modalità “passiva”: per un paio di ore fai finta di non averlo e non mandare messaggini al tuo compagno per chiede se tutto va bene. Goditi quello che stai facendo: in caso di necessità, sarà lui a chiamarti.

5) Quando ritorni, rispetta il suo operato. L’intera cucina è imbrattata di pappa? Il pannolino sporco è stato dimenticato sul fasciatoio? Cercando il pigiamino il papà ha tirato fuori mezzo armadio? Sono piccolezze, non è andata a fuoco la casa!
“Al rientro in famiglia bisogna sempre mettere in conto di trovare qualcosa fuori posto o che le cose non sono state fatte secondo le nostre indicazioni”, conclude la psicologa, “Il padre di nostro figlio è un adulto autonomo da noi e bisogna permettergli di fare da solo e di relazionarsi con il bambino mettendo in pratica le sue strategie, non le nostre. Ancora un bell’esercizio, per noi donne, per tenere a bada il nostro desiderio di onnipotenza e le pretese di perfezione. Invece di sgridare il compagno, meglio quindi ringrazialo per il tempo libero che ci ha aiutato a prenderci, per godere di un momento di piacevolezza che farà sicuramente bene a noi e al bambino”.

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